07’11’2019

Silenzio.

Il tempo è grigio,ha appena smesso di piovere. Sono in casa, seduta sul divano con la mia compagna di vita Lilly e i pensieri svolazzano qua e là per la stanza,grigia anche quella(nel vero senso della parola). Beh quanto vorrei starmene qui tutto il pomeriggio,facendo uscire tutto quello che mi passa per la testa,e sognando viaggi mistici o avventure che ti restano nel cuore per la vita. E farle magari anche,sarebbe magnifico.

E invece no. La società ci obbliga ad avere degli impegni giornalieri,ci in trappola nelle scelte,non ci lascia il piacere e il desiderio di essere completamente liberi e di far ciò che si vuole,quando si vuole.

No. Per poter vivere e mantenerci dobbiamo lavorare,dover sorridere a tutti nonostante è una giornata di merda e tutto ciò che vorresti fare è stare solo,a scrivere,sul divano,con il cielo grigio,e il tuo cane.

Faccio il caffè(il secondo in un’ora)che inonderà casa con il suo inconfodibile profumo che fa tornare in testa i ricordi di quando eri piccolo e andavi a trovare nonna.

Almeno la casa non sarà più tanto grigia.

03’10’19

Come il fumo della sigaretta che si disperde nell’aria fresca di ottobre,quando tutto diventa più buio,i colori si spengono e i silenzi riempiono gli spazi offuscati dall’euforia dell’estate,la mia testa vola.

Non pensavo di arrivare a sbroccare così,giusto ieri. Dopo tempo di pensieri accantonati e “messi in muto”,il blocco si è sfondato e un fiume di parole sono uscite.

Questo ha messo in dubbio ancor di piú la mia permanenza al pub,e i dubbi mi hanno assalito aggressivamente.

Mi piace giocare,essere vera,sfidare la sorte. Beh,a volte la sorte va un po’ aiutata,ma in questi casi mi sento di fare come,giorno per giorno,mi andrà di fare.

Giusto o sbagliato che sia,chissà che succederà.

Divertente.

09’09’2019

Coincidenze.

Qualche giorno fa scorrendo la mia home di Facebook sono inciampata in un post della pagina “il coinquilino di merda”, che seguo da anni perché mi immedesimo in ogni racconto delle strane faccende che le persone fanno. Guardando per curiosità i commenti,tra i primi, ho letto questo racconto romanzato che mi ha fatto sorridere. Parlava di questa persona che comprava e vendeva bachi da seta.

Sdraiata nel letto dopo essermi abbuffata al sushi,con tutti quei miei pensieri che mi avvolgono la testa,quando la giornata scorre piatta,con quel senso di tranquillità e sospensione di quando qualcosa di bello deve succedere,ascolto la musica.

Claver Gold è davvero bravo. Racconta la sua vita,i suoi pensieri,le sue storie con quella leggerezza che anche io vorrei avere sempre. Quella sicurezza e rabbia sul futuro imminente che mette sempre paura. Che appunto sicurezza non è… È semplicemente un’esperienza che magari una persona ha gia vissuto e di conseguenza sa controllare. La vita è fatta di mille strade diverse e purtroppo o per fortuna non le possiamo calpestare o vivere tutte,qualche pezzo sempre ci mancherà. E sicuramente sarà diversa per ogni persona che vive su questo pianeta.

Inizio a leggere Seta di Baricco,prima pagina,stesso racconto di quel commento che ho letto giorni fa su Facebook.

Grazie a Dio allora non sono tutti coglioni e ignoranti come vedo(beh,forse la maggior parte lo è).

Un boato in questa giornata assordante.

Inizierò a vendere bachi da seta.

04’09’19

L’estate è passata veloce e sfuggente,come un cane che ti ruba il cibo di mano e se ne va mangiando ciò che ti stavi già pregustando. Neanche il tempo di accorgerti ciò che sta accadendo,gli eventi nuovi,le emozioni nuove che tutto sparisce in uno schiocco di dita.

Beh,appunto,in una serata apparentemente come un altra,dopo qualche drink in discoteca, accadde ciò che mi sarei aspettata(si sa come sono fatte le donne),ma non esattamente in quel modo. O per lo meno essendo una ragazza troppo riflessiva,non mi sarei immaginata quella sera di finire a letto con Marco,il gestore del pub dove lavoro ormai da 6 mesi. Di sicuro il mio amico inibitore mi ha aiutato tanto togliendomi qualsiasi filtro correttivo. E l’intenzione già c’era,ovviamente.

Da quella sera la mia vita è cambiata:dopo tanto tempo ho trovato un ragazzo che mi piace con cui passare il mio tempo libero volentieri,e con cui sfogare i miei ormoni un po’ troppo agitati,dato l’età. Unico “problemino ” è il fatto che lavoriamo insieme,e soprattutto è il mio responsabile,e si sa che prima o tardi i disagii spuntano e si incastrano nella vita della coppia e di quella circostante. Il problema non è stato un gran peso,in quanto poco dopo Marco si è licenziato per vari problemi riguardanti il suo rapporto con un certo tipo di clientela al pub. Detto ciò anche il mio periodo di felicità in cui vivevo tutto molto più leggero, tutto era più bello e colorato è finita in men che non si dica.

Quindi eccomi di nuovo sola nel letto alle 3 e 23 di notte,con le stesse paranoie e gli stessi dubbi di mesi fa, per lo meno con più esperienza.

Che bella la vita.

SORPRENDENTE.

16’04’19

Le giornate sono noiose,caratterizzate da quell’apatia che ti assale quando sei sola,e non hai niente da fare… O per lo meno non hai voglia di far niente.

Questo modo di vivere al contrario potrebbe non portare ad un bel finale,su una spiaggia a fare cocktail tropicali. Assalita da mille dubbi sul mio futuro:se tra qualche anno non mi piacerà più fare la barlady o il mio fisico dice stop? Cosa farò dopo che avrò già sulla trentina e avrò sempre e solo fatto questo lavoro? Non sarà più così facile. Dovrò iniziare ora ad allargare i miei orizzonti per arrivare più preparata. Ma cosa fare? L’università? Si sarei affascinata a scienze umanistiche o qualcosa sul web design. Ma università e lavoro non so se con la mia forza di volontà riuscirei. Forse perché non ne sono abbastanza convinta. E se poi me ne pento,tutti quei soldi buttati?L’indecisione.

Normale a 23 anni direi. Ne parlavo l’altra sera,intorno alle 3 di notte,al pub,con A. e V. Parlavamo di quanto ci si sente soffocati da questa società,che avremmo dovuto ribellarci facendo gruppo. Ci piace fantasticare e parlare del più e del meno. Alla fine diventano la tua famiglia in luoghi del genere,sembra quasi di vivere in un altro mondo se penso alla vita monotona e noiosa dei ricchi,che siano imprenditori o chissà chi.

Penso anche che mi farebbe strano avere un fidanzato dopo cosi tanto tempo. Combattuta tra la paura di affezionarmi a qualcuno e la voglia di farlo.

L’INDECISIONE .

19’03’19

Sono le 2.25 di notte. Non riesco a dormire. Nella testa sono partiti come sempre,come un fiume,i mille pensieri e i mille dubbi che da sempre mi opprimono, come una grande onda che si infrange contro un facciata di una casa a picco sul mare.

Il futuro spaventa. Ragazza di 23 anni nel limbo tra la vita di ragazza spensierata che pensa a divertirsi,alle discoteche e ai ragazzi,e ragazza già adulta con un obbiettivo preciso e una vita possibilmente tranquilla,con già un ragazzo stabile. Non che sia una nullafacente,lavoro da quando ho 16 anni,mentre studiavo,prendevo ordini in una pizzeria d’asporto egiziana insieme a Jhonny e Gamal:uno magro e sveglio,sulla trentina; l’altro alto, massiccio,un po’ ‘tonto’ ma non stupido,che parla sempre velocissimo e non si capisce nulla. Ci sono stata per 3/4 anni,dopodiché dopo essermi diplomata ho iniziato a lavorare in un bar gelateria,un posto famigliare,fresco e luminoso. Devo dire che ho passato forse i miei 3 anni e mezzo più belli fin ora,annesse a parecchie sbronze (e che sbronze). Decisi di licenziarmi,ne avevo bisogno,cambiare aria,conoscere gente nuova. Partii per la stagione invernale a Sauze d’Oulx in uno chalet. Un posto magico circondato dal bosco e montagne innevate. Non andò bene ed eccomi qua,da un mese con un nuovo lavoro in un pub,dove sono tutti pazzi. Ma mi piace per ora.

Invece grazie alla mia forse troppa intelligenza e razionalità,o forse più semplicemente alle idee diverse ,anarchiche ed egoiste,mi ritrovo in una condizione di instabilità: il lavoro che ho scelto sarà quello giusto?,mi stuferó o impazziró insultando il mio titolare pazzo? Beh anche se succede un altro lavoro lo trovo,sono giovane,carina e ambiziosa. Ma tra qualche anno se mi stuferó di ascoltare tutti i cazzi della gente,di sorridere e parlare anche se non ne ho voglia? Magari sarà troppo tardi. Anche se si dice che ‘non è mai troppo tardi’ ,sarà davvero così ? E troverò mai un ragazzo che sia strano quanto me,semplice, che vuole viversi la vita?

FORSE.

28’02’19

Stavo passeggiando con il mio cane Lilly,ascoltando come sempre la musica e viaggiando con lei. Svolto l’angolo e vedo con mio grande stupore,come se alla fine fosse una cosa strana, un nonno che sta aiutando il nipote ad andare in bicicletta. Mi si illuminano gli occhi. In quel semplice e piccolo gesto ho visto i valori,l’umanità che di questi tempi,a causa della vita impostata e degli smartphone,sono andati un po’ perduti.

Sì perché mi sale la tristezza vedere foto di scolari in gita tutti con la testa abbassata su i cellulari,poco dialogo,due bambini che giocavamo in giardino ma si fermano e prendono i cellulari.. Bambini.

Adolescenza

Che poi alla fine ne esco un po’ più pazza ogni volta, un po’ piú vuota,come se ogni volta si staccasse quel che pensi sia l’ultimo pezzo di sensibilità,e pensi:”ora più niente e nessuno potrà farmi del male”; il che è vero ma non è una delle migliori cose che potrebbero succederti. Anzi,delle volte ho il rimpianto di non essere come le persone “normali”,ma d’altro conto così si soffre meno,e viene in automatico dopo le continue torture,i troppi rimpianti.

Oggi infatti c’è stata un’eccezione, forse perché era arrivato il momento di vomitare tutto il marcio che si era accumulato al mio interno; meglio così altrimenti c’era il rischio che marcisse dentro.

Le lacrime scendono calde sulle guance fresche,come se volessero accarezzarti e consolarti. La solitudine effettivamente si fa sentire ,le uniche compagne sono loro,le lacrime. Si arriverà ad un certo punto,lo so, che anche loro ti abbandoneranno,ma già lí sarà troppo tardi: sarai ridotto ad essere un vegetale apatico e ti isolerai ancor di più. Tutti noi siamo più soli di quanto pensiamo. Soprattutto per chi, come me,la famiglia l’ha trovata negli amici, a causa di un padre che mai c’è stato e una madre che non ha mai cercato di capire e quindi rispettare le mie problematiche adolescenziali. Crescendo da sola,un’osservatrice come me non può far altro che assimilare comportamenti e atteggiamenti da soggetti diversi,coloro che mi stavano attorno. Non senti mai il dolore e così ti autoconvinci che va tutto bene,ma poi quando il vaso trabocca,esce un fiume impazzito,gorgogliante, e succede il peggio: pensi che forse la tua vita è meglio finisca piuttosto che essere così. Ti senti una nullità,sopravvale l’insicurezza e ti senti una persona senza capacità. Nonostante ce la metta tutta evidentemente non riesco a raggiungere i miei obbiettivi. O per lo meno mia madre crede e mi vuole far credere che sia così. Solitamente sono abbastanza sicura di me stessa ,ma ultimamente il culmine delle frustrazioni e della depressione di mia madre ha portato la mia autostima a risentirne,ragazza fragile. A dirla tutta,poi, le brutte parole che mia mamma riversa sugli altri,non sono altro che i suoi problemi che la attanagliano; è il suo sfogo denigrare le persone che le stanno vicino. Sono persone,secondo me , frustrate ed egoiste.

Sarà che sono diventata pazza? O lo stress? O forse lo sono sempre stata,un po’ matta,ho sempre avuto queste botte di infelicità acute.. troppo o nulla,su tutto. Non conosco vie di mezzo: o ti do tutto o niente,o bevo tanto fino a non ricordare o star male o non tocco alcool,o sono silenziosa o logorroica ; sempre solare ma dentro di me a volte euforica e piena di vita,a volte morta. Sono un po’ come i vampiri : vivo la notte, dormo di giorno. Anche la concentrazione da il meglio di sé la sera, infatti studiavo sempre dal crepuscolo in poi.

Cerco di dar spazio ai miei pensieri, il troppo stroppia,e forse appunto per questo motivo,ingannando me stessa convincendomi che va tutto liscio come l’olio e cercando di viverla al meglio,che poi una bomba esplode.

Ma la vita continua..